LA VIA DEL SALE

LA VIA DEL SALE - Da VOLTERRA a EMPOLI… a ritroso.
L'idea è questa: visitare la Toscana (un po' per volta) seguendo dei percorsi storici, tematici o geografici ben precisi.

Il primo che mi è venuto in mente è la VIA SALAJOLA, appunto, la via del sale.
Empoli, Monterappoli, Fontanella, Granaiolo, Cambiano, Castelfiorentino, Pillo, Borgoforte, Chianni, Gambassi, Il Castagno e Boscotondo, Camporbiano e infine Volterra... più o meno, perché poi si confonde con le Vie Francigene, con la Volterrana e con altre diramazioni.
Se avrò precisazioni, aggiornerò.

Questo era più o meno il percorso che i carri e gli asini carichi di sale percorrevano (a ritroso) per portare il sale da Volterra al porto fluviale di Empoli. Si chiamava VIA SALAIOLA (o via Volterrana).

La voglio percorrere tutta e raccontarvi quello che si può vedere, che si può scoprire, girellando per la Toscana. Venite con me?

Partiamo da Empoli. Si trovava in una felice posizione geografica, al centro di importanti assi di comunicazione stradale: la via Volterrana (appunto!) e l'asse Firenze-Pisa, nonché l'Arno, principale idrovia del tempo.
Oltre a ciò il mercato empolese aveva una vasta area di riverbero ed era un nodo importante del contado fiorentino. Da Empoli, infatti, il sale veniva distribuito tra i popoli soggetti al comune di Firenze.

Un po' di storia:
Come altre città importanti del centro-italia, FIRENZE impose l’acquisto del sale a prezzi stabiliti alle città minori, come segno di sottomissione e come strumento di controllo.
Con una Provvisione del 24 marzo 1298 veniva stabilito che nessun abitante della città e del contado poteva acquistare il sale se non da incaricati del comune di Firenze.
Pochi anni più tardi un’altra Provvisione (19 aprile 1318) ordinava che le comunità del contado dovessero acquistare obbligatoriamente una quantità fissata di sale, calcolata in base al numero degli abitanti e alla quota di estimo.
Le comunità e popoli del contado dovevano acquistare ogni anno grandi quantità di sale e si dovettero dotare di un luogo dove stoccare i sacchi e fare lavorare il personale addetto alla distribuzione.

La prima notizia di un magazzino per il sale ad Empoli si ha nel più antico registro di deliberazioni dell’archivio comunale. Il 6 aprile 1365 il consiglio generale del comune deliberò che, su richiesta di Firenze, per non incorrere in ammende, venisse realizzata una canova per il sale. Il termine canova indica sia l’incetta di sale sia il luogo dove veniva stipato, detto anche magazzino del sale o dogana del sale.

Questo magazzino doveva avere caratteristiche ben precise, richieste da Firenze. Doveva avere una struttura robusta per sopportare la pressione sul pavimento e sulle murature dei sacchi di sale accumulati, doveva trovarsi al riparo dall’umidità ed essere vicino alle vie di comunicazione.

A Empoli il magazzino del sale aveva tutte queste caratteristiche.

Intanto durante il XV secolo l’importanza di Empoli come nodo di smistamento del sale era cresciuta. Già dal 1406, con la resa di Pisa a Firenze, e soprattutto con l’assoggettamento di Volterra, ricca di sorgenti di acqua salsa, si erano fissati i percorsi per il trasporto del sale.
Le vie principali erano due: la via Salaiola, quella che abbiamo descritto all’inizio, e la via d’Arno, che a quel tempo era navigabile.

Il magazzino del sale voluto dal comune di Firenze fu costruito lungo la via degli asini, che attraversava Empoli dalla Porta ad Arno, a Nord, presso il porto fluviale, alla Porta ai Cappuccini, a Sud, oltre la quale la via Salaiola conduceva verso Siena e Volterra. La strada prese questo nome proprio per il continuo passaggio degli asinelli da questa rotta commerciale.

Oggi, nell’antico Magazzino del Sale, sorge il MUVE, Museo del Vetro Verde di Empoli.

Biblio:
Quaderni d’Archivio - Rivista dell’Associazione Amici dell’Archivio Storico di Empoli c/o Archivio Storico Comunale di Empoli, Anno 1, n.1, 2011

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